mercoledì 18 aprile 2018

Jackson, Gordon, Shark, Jolanda

Questo post l'ho iniziato a scrivere in vacanza, ma dal cellulare mettere i link non è facilissimo.
Non ho molta voglia di spiegare che sono 4 siti d'immersione 2 a Tiran e 2 a Ras Mohammed. ma l'ho appena fatto. Si tratta sempre di Sharm. L'ho già scritto " non avrai altro mare all'infuori di me", che poi per estensione, fatta eccezione per il mar morto che non ha contatti con altri mari, sono tutti i mari e gli oceani un unica grande pozza. Comunque Il post originale diceva: 

"E niente, ti senti in dovere di rileggere "certi" libri.

 Oggi aggiungo: " in questa precisa sequenza se siete subacquei, altrimenti non ci capirete nulla". Se non siete subacquei leggete solo l'ultimo, augurandomi che vi si apra un mondo.

martedì 17 aprile 2018

Senza plastica? Magari!

Appartengo a quella vasta fascia intermedia tra gli eco-ambientalisti duri e puri, e quelli che "chissenefrega". Ho conosciuto virtualmente un tizio che viveva senza automobile e senza frigorifero. Ho visto con i miei occhi e ci ho litigato, persone che gettavano l'immondizia dove gli pare o che non si curava di differenziarla, "perché anziché abbassarmi la tassa sui rifiuti me l'hanno alzata". Ed ora vi faccio una confessione: sebbene in Germania si faccia la differenziata nello stesso modo su tutta la nazione, compresa la frazione umido, io l'umido lo butto nell'indifferenziato, perché nel mio condominio ho dei menefreghisti ignoranti che nel bidone dell'umido ci buttano anche plastica, carta e qualsiasi cosa gli pare. Vorrei prenderli a sberle.
Il 2018 é l'anno della coscienza eco-ambientalista per me. Quello del "posso fare qualcosa di più per l'ambiente" e sinceramente non trovo che sia così facile come decantano vari blog eco-bio-amb-sasticazzi-isti per tre motivi:

  1. ridurre l'impatto ambientale dell'immondizia a partire dal come fare la spesa non sempre si concilia con soluzioni economiche valide tipo pagare 3 euro al litro il latte per prenderlo in bottiglia di vetro anzichè a 70 Cent/litro, e no non divento vegana per risparmiare del tutto.
  2. le abitudini sono dure a morire: se una abitudine personale é difficile da cambiare immaginatevi farlo per tutta una famiglia. Sì può ma ci va del bello e del buono.
  3. capire effettivamente cosa è meglio per l'ambiente. Quando scelgo di prendere lo jogurt in plastica che in vetro, entrambi riciclabili, mi chiedo sempre quale dei due materiali, nel essere riciclato abbia il minor impatto ambientale, anche nel lungo termine. Io sono già scettico-diffidente di mio, figuratevi quindi la mia posizione di fronte al cosa sia meglio/peggio senza un adeguato studio. Dei "sentito dire" nati da "non ho capito un cazzo ma lo dico lo stesso a parole mie che non si sa mai", il mondo ne è pieno e ne potrebbe fare volentieri a meno.
Detto questo come scaturisce questo anno della coscienza eco-ambientalista? Casualmente. Per caso ti capita di leggere un articolo o un racconto senza fronzoli. Poi casualmente fai un po' più caso a quanta roba inutile si porta a casa con la spesa. Andare a fare la spesa non al supermercato è sempre più difficile. Intanto qui in Germania non ho visto il mercato come in Italia una o 2 volte la settimana, quindi la frutta e la verdura la prendi per forza in vaschette o in sacchetti rigorosamente di plastica, anche quella con la tanto elogiata scritta "Bio". Settimana scorsa per la prima volta in un supermercato, purtroppo no vicini a casa ma della stessa catena di quello vicino a me, ho visto coni di carta per la frutta e la verdura. Spero arrivino presto, ma è anche vero che sono per gli articoli sfusi: se vuoi le fragole, le prendi comunque in vaschetta rigorosamente di plastica, con tappetino in plastica a bolle e rivestite di cellophane.
Basta passare ad altri reparti salumi carni e formaggi e siamo alla stessa stregua: se non vuoi spendere 5 volte tanto prendi la trita per le polpette in vaschetta porzionata da mezzo chilo, oppure la paghi molto di più e la prendi al banco macelleria che te la mette in un sacchettino di plastica a volte doppio. Idem per i salumi, i formaggi e per il pesce, salvo qualche rara eccezione in cui usano l'alluminio. Insomma senza plastica è difficile poter acquistare qualcosa. E se non è plastica è tetrapak, di cui tanto ho sentito parlare di raccolta differenziata e riciclo ma non ne so più nulla ( vero anche che me ne sono un po' disinteressata).
E' davvero frustrante, e non ti mettono nella condizione di poter scegliere di acquistare senza o con meno plastica: se vuoi spendere poco o il giusto devi assolutamente portarti a casa la plastica. Pensavo infatti di passare all'acquisto di mastellini da kilogrammo di jogurt magro, pensando che almeno avrei avuto meno plastica da buttare, ma santo cielo, da 50 centesimi al kilo nella confezione da mezzo, si passa a 2 euro nella confezione da kilo!
Per vincere la battaglia con la plastica e segnare un punto per l'ambiente, non si deve mettere i 2 centesimi di costo sul sacchetto, ma far ragionare chi crea gli imballi, aiutare le persone a smettere di ossessionarsi con l'igiene, che tanto poi la frutta e la verdura la lava lo stesso prima di mangiarla, potersi portare i contenitori da casa e non parlo delle borse della spesa: parlo del sacchetto per le mele e del contenitore per la carne trita.
Poi potremo pensare di togliere l'elastan dal tessuto per mutande che le rende più comode e abolire il tessuto di pile che è tanto caldo ma che contribuiscono a creare il fenomeno della microplastica.

lunedì 16 aprile 2018

combattere il senso di inutilità

Il senso del post precedente e questo è "vomitare" il disagio personale e il senso di inutilità che mi sta attanagliando.
Spero sempre che tutto questo sia dovuto ad uno squilibrio ormonale: insomma ho 44 anni e un ciclo che fa le bizze, per quanto ne so la menopausa potrebbe essere dietro l'angolo, e non mi spiacerebbe se si sbrigasse.
Intanto però il senso di inutilità permane.
Ho messo in vendita 4 dei miei costumi di danza, perchè so che non li userò: non ho occasioni per danzare in privato, e sul palco avrò per lo più i costumi che acquisterò di gruppo, e quelli che taglio e cucio per me. Li ho messi in vendita su vari mercatini su Fb perchè e-bay è un pullulare di negozianti cinesi ed egiziani che vendono roba nuova a prezzi bassissimi. Per quei costumi non ho ricevuto nemmeno un "mi piace".  Saranno sciocchezze, ma non viene facile tirarsi su il morale così.
Come veterinario ho qui le mie carrette: Limone e Smemo ( i nuovo nomi di Manolo e Shami) che mi fanno davvero dubitare delle mie capacità veterinarie. Tra l'altro sta notte ho sognato di dover fare il tanax ad un coniglio che nonostante il mezzo litro di eutanasico non moriva, quando ai fatti in genere basta metà della dose consigliata, però schiatta perchè mi cade dalle mani.
Ho la sensazione che qualsiasi cosa io voglia fare per uscire da questa situazione sia una sorta di vicolo cieco.
Domani torno in clinica. Non mi aspetto niente di più di quello che mi stanno offrendo: la possibilità di ascoltare. Proverò a chiedere se conoscono strutture che possano avere interesse in un medico come me.
Oggi per combatter il senso di inutilità, cercherò la tessera col codice delle chiavi di casa, così faccio fare il duplicato per la Mimi e mi tolgo un pensiero. Non è molto, ma sempre meglio di niente.

giovedì 12 aprile 2018

sentirsi senza aria e con l'acqua alla gola

Questa era una sensazione reale in piscina quando ero piccola, perchè nessuno mi aveva mai spiegato come si galleggiasse e come tanti ero abituata a stare fuori dall'acqua esattamente quanto braccioli o salvagente permettessero.
Ma non sono qui a parlare di acqua o subacquea, sebbene in questi giorni non abbia fatto altro.
Ieri ho ricevuto 2 belle notizie, una riguarda il Nemo, ma non ve lo posso dire nemmeno sotto tortura, l'altra è la disponibilità di un posto in un corso di apnea che mi interessa fare. Inutile l'acqua mi fa stare bene. Anche la danza mi fa stare bene, sono 2 sensazioni diverse: come ho scritot da un altra parte, una mi dà serenità l'altra gioia. E Martedì sera ho avuto la mia razione di gioia: nonostante mi sentissi dannatamente in colpa per gli errori commessi sul palco, nessuno a lezione ne ha parlato, come se fosse una cosa normale commetterne o come se non fosse il caso di dargli più importanza di quella che hanno avuto. Poi ieri sera ho visto le foto dello spettacolo dal pc e non dal cellulare, per rendermi conto che beh, forse poi tanto male non me la sono cavata. Tuttavia non riesco ancora a focalizzare cosa cazzo o sbagliato nel baladi.
Ma torniamo a quella grande sensazione di disagio con cui ho aperto il post.
Ecco quella mi attanaglia ma non per la danza, non per la subacquea, per il lavoro.
Ho ottenuto un certificato di competenza linguistica del grado richiesto, ho fatto riconoscere la mia laurea, ho mandato credo una cinquantina di curriculum per ricevere 2 telefonate di interesse ed una di queste non aveva nemmeno letto il mio cv. L'altra è quella della clinica dove vado come ospite non pagante e non pagato e che nonostante sia grasso che cola per migliorare la mia competenza linguistica mi hanno detto chiaramente di non crearmi alcuna aspettativa. Tra l'altro lì posso confrontare le mie competenze, ed ho scoperto che in Italia ho sempre e solo lavorato come un infermiera veterinaria tedesca. Certo ci sono cose che avrei potuto fare meglio di alcune colleghe retribuite, ma quel poco che so fare scompare di fronte a quelli che per me sono errori gravi, come aver dimenticato la dispnea di un gatto. L'ho visto dispnoico e miagolante con un catetere di drenaggio ed ho pensato fosse toracico. Invece dalla scheda era un ostruzione uretrale, e da lì poi mi sono scordata del gatto dispnoico, quando potevo avvisare una collega farlo mettere sotto furosemide e ossigeno. Magari ad alcuni colleghi sembrerà una sciocchezza da " eh dai può capitare", per me no.
Al di là di questo inconveniente, sono comunque alla ricerca di un lavoro, e spesso mi prende davvero la voglia di mandare di nuovo curriculum per fare la cassiera o altro lavoro senza una particolare qualifica: mi piace il lavoro in clinica, ma mi sento più spesso di quanto non vorrei, un pesce fuor d'acqua. Capisco il problema, ma poi non so come trattarlo, oppure tutto ciò che proporrei io è già stato fatto, o addirittura è fuori dalla prassi. E' una clinica dagli standard elevati questo mi è stato chiaro fin dall'inizio, e se può essere un bene per riprendere contatto con il mio ambiente lavorativo, dall'altro è avvilente sentirsi quella che non si ricorda un cazzo delle malattie infettive del cane e del gatto perchè in università ha visto solo quelle del bovino, del maiale ( se volevi preparare e passare l'esame velocemente, non c'era bisogno di studiare cane e gatto, perchè non venivano richiesti) e del pollo.
Il tempo passa e sono combattuta tra il volermi riscattare trovando un lavoro e avere l'angoscia di mandare curriculum che nella migliore delle ipotesi riceveranno un "no, grazie". Depressa no, ma con una gran voglia di piangere sì. Perchè nel malumore parliamoci chiaro: per sentirmi dire " puoi venire in clinica ma non ti paghiamo e non è detto che ti assumiamo" potevo rimanermene in Italia, senza dover affrontare corsi di lingua per sentirmi dire che purtroppo la lingua non la conosco a sufficienza per condurre una visita ( sai com'è ti insegnano a prenotare una vacanza nei corsi di lingua per stranieri, non a chiedere da quanto tempo il suo cane non piscia) e riconoscimenti di sorta.
Affronterò di nuovo la questione curriculum, che tanto peggio di così non può andare. Ci ho creduto in quella clinica, ed ho sperato di poter imparare qualcosa oltre alla lingua. Ma la formazione vera e propria è riservata ai neolaureati, non a chi si suppone che nonne abbia bisogno.
Intanto ho un gatto con l'Alzheimer che mette a dura prova i nervi, e l'altro che è diventato itterico, ma si comporta come se niente fosse: ed io come veterinaria mi sento brancolare nel buio nell'impossibilità di dare una terapia al primo, e nella consapevolezza che qualsiasi terapia al secondo sarebbe più lo stress per lui del fargliele ( fluidi, antibiotico ed epato-prottetori in un gatto di 18 anni che pesa si e no 2 kg?) che il beneficio del riceverle. E tutto questo mi fa solo sentire ancora più incompetente ed ignorante.
Che posto di lavoro ci può essere per una come me? Mi sento semplicemente totalmente ignorante o dannatamente mediocre in quel poco che credo di sapere un po'.
Mi rianima un po' sapere che so stare in acqua ferma quasi come un pesce, che se viene detto di muovere il bacino coi piedi ben appoggiati a terra e senza muovere le spalle lo so fare, che so riconoscere la dimensione del catetere da usare e che non va picchiato selvaggiamente nell'uretra a meno che non vuoi creare un'altra infiammazione oltre al problema che già quel cane ha. Ma non basta per essere assunta in un negozio di subacquea come commessa, per lavorare come insegnante di danza o danzatrice, ne come veterinario. Insomma mi sento semplicemente una sorta di tuttologa che non ha nemmeno un gruppo di ignoranti a cui spillare qualche soldo per sopravvivere, o meglio ho troppa coscienza per poter essere disonesta a questo modo.
Sentirsi inutile, è un attimo.
Sentirsi come la cicala che ha cantato tutta l'estate, pure.
Vorrei potermi sentire felice di essere quella che fa le lavatrici, che pulisce a casa ( che poi non lo faccio così spesso e tanto meno bene) ma no non è così. Vorrei fare qualcosa di più per la mia famiglia, ed invece mi sento per lo più un peso.
E forse questo sentirmi un peso che mi fa sentire senza aria e con l'acqua alla gola, e non ho idea di come galleggiare e stare meglio.

martedì 10 aprile 2018

immersioni in Germania e avventure del Nemo

Domenica siamo rientrati con un clima italianamente primaverile, sebbene fossimo in Germania: 24°C. Ieri il clima è stato parimenti benevolo. Oggi ha deciso di ritornare nei canoni teutonici: 20°C, forse, se c'ha voglia, coperto. Ad essere sinceri il " coperto" non è poi tanto tipico, ma giusto giusto ci sta per dire " non fatevi illusioni".
Come anime erranti, Qui in 3 anni non abbiamo trovato ancora un punto di riferimento valido per quello che è la subacquea.
Il primo centro a cui ci siamo appoggiati si è rivelato essere un po' stronzo, e ce ne siamo liberati.
Prima di questo, c'era un posto dove andare a fare immersioni: abbandonato. Dapprima la compagnia si è un po' disgregata: far pagare quota adulto per un open water junior è un po' esagerato, poi una serie di divieti di balneazione nel laghetto per una serie di agenti inquinanti che potevano provocare reazioni di vario genere e addio stagione 2017.
Rimane la fish bowl, come la chiamo io: una sorta di garanzia un po' cara che offre 20 metri verticali d'acqua con visibilità ottima, doccia non troppo calda per i miei gusti, macchinetta che fa la cioccolata ed uso dell'asciugacapelli gratis. problema della fishbowl, il costo e ci vai su prenotazione.
Ora stiamo cercando di "aggregarci" ad un altra "situazione" che ha due vantaggi: un laghetto non troppo distante da casa, la piscina dietro casa è convenzionata con loro.
Parlavo di " situazione" perchè altrimenti non saprei come definirla.
Si parte da un negozio.
Questo negozio ha una convenziona con la suddetta piscina e il sopracitato laghetto.
Però non sono ne un club ne un associazione.
Vuoi immergerti?
Bene se vuoi andare al laghetto c'è una sorta di abbonamento: tot bombole per tot euro.
Se vuoi andare in piscina non c'è nessun abbonamento. Non c'è nemmeno la certezza di poter andarci quando sarebbe la serata, perchè non sempre la piscina è aperta.

Questo è quello che mi è parso capire dalla chiacchierata che ci ho fatto oggi.
Il negozio è gestito da un Lui ed una Lei: probabilmente moglie e marito. Lui è uno che ci azzecca. Lei se le porti una bombola della cucina da ricaricare e le dici che ti immergi con quella potrebbe pure bersela. Questo per dirvi che Lei a me non piace nemmeno un po': è un palese pesce fuor d'acqua in un negozio di articoli subacquei: non so se mi spiego.

Non l'ho incontrata oggi per la prima volta, l'avevo già incontrata l'anno scorso e avevo già avuto questa impressione. Mentre ci andavo in macchina mi auguravo di non trovarla, ed invece, me la sono andata chiamare. Entrata nel negozio ero restia a tirare fuori il Nemo, motivo principe per cui si sono andata. Però l'ho fatto e la prima cosa che sta qui ha cercato di fare è stato dissuadermi dal mandarlo in assistenza dicendo che costa parecchio la spedizione, e che non ne vale la pena, e bla e bla. Esattamente quello che mi aspettavo facesse un qualsiasi negoziante. Purtroppo per lei questo atteggiamento da " ti consiglio io cosa è meglio fare perchè tu non capisci un cazzo" non mi è piaciuto affatto e la mia risposta secca e tedesca, perchè ormai certi modi perentori li ho presi, è stata " meine Computer meine Bescheid" ( è il mio computer è la mia decisione) e per renderle la vita più facile e non farmi venire il mal di stomaco di fronte ad una che non aveva alcuna intenzione di aiutarmi, le ho detto che le scrivevo una lettera di accompagnamento in italiano per il computer.
Speranze di salvezza per il Nemo ce ne sono poche: ammesso che riparta, potrei non trovare il vetro. Una veloce ricerca su google tra i maggiori on line shop subacquei lo danno per " non più disponibile".
Sinceramente speravo di trovare il marito. Almeno avrei potuto parlarne senza sentirmi trattata da idiota.


sabato 7 aprile 2018

Ultimo giorno di vacanza

Ore 8.44 dell'ultimo giorno di vacanza: son già in spiaggia. Se vi state chiedendo cosa ci faccio già sveglia, la risposta è molto semplice: é difficile che dorma oltre un certo orario, a quest'ora il resto della famiglia dorme ed io mi godo silenzio rotto dalle onde e dai passeri e relax. E scusatemi se é poco. Concludo la vacanza con 3 squali, un eagle Ray, uno scorpion fish che ho visto io, una manciata di nudibranchi, uno sting ray (o come diavolo si chiama) un certo qual numero di intimidazioni da parte dei pesci pagliaccio, una tartaruga con cui la mia guida, Jilly ci ha fatto un frontale, altri 2 spirografi rosa, un Napoleone, murene che potevano tenere testa a Notte da che erano grosse, stelle marine piumate e ricciolute, ed un sacco di altra roba piccola che é per me motivo principale di immersione. Tutti vogliono le cose grosse; a me piacciono quelle piccole perché c'è ne sono di più e mi permettono di "entrare" nella loro vita. Capisco che non sia gentile puntare la torcia sulla stella Marina riccioluta, che deve essere foto sensibile, visto che si arriccia, ma é affascinante. Così com'è affascinante osservare in modo in cui il pesce palla mascherato muove le pinne.
Il lato negativo di apprezzare un osservazione così dettagliata é che inizi a capire che quel grigio che vedi tra un corallo e l'altro, non è roccia: é corallo morto. Fiabescamente si pensa a dare la colpa alla corona di spine: se ne vedono ancora ed é un peccato che non ci sia un autorizzazione permanente per le guide subacquee di raccoglierle. Ma é inutile raccontarsela: l'inquinamento c'è e si vede negli effetti che produce. Però davvero se si andasse di più in acqua, snorkel, apnea, subacquea forse si potrebbe davvero fare la differenza.
Scetticamente mi chiedo quanto nel mio piccolo possa migliorare la situazione, e la risposta è una sola: il numero. Se il maggior numero di persone facesse del suo meglio per migliorare la situazione allora cambierebbe qualcosa. Per la verità credo anche che ci sia poca informazione scientifica e troppa diceria: penso a quanto i siti "Green" esaltino i poteri pulenti del bicarbonato di sodio, e penso alla spiaggia bianca di Rosignano, che non é un fenomeno naturale. Certo é che se devi farti uno scrub, meglio col bicarbonato che con un preparato a base di microsfere di plastica, che a differenza del bicarbonato, galleggiano e sono così piccole che non le riesci a tirar fuori dall'acqua (insieme al restante fenomeno della microplastica di cui tutti siamo coautori indossando qualsiasi capo contenente fibre elastiche).
Ma basta parlare di ambiente ed ecologia: é importante, ma il troppo stroppia e sono convinta che meglio parlarne poco e ben informati che troppo da farne venire nausea e rifiuto.
Dicevo "venite sott'acqua é bellissimo!" Cosa c'è di più bello di osservare un mondo di meraviglia (come lo chiama figlia grande) sospesi senza peso e senza rumori fastidiosi nelle orecchie?
Dicevo ultimo giorno di vacanza: sono arrivate figlie e marito. Una acida, una frignosa, e l'ultimo isterico, che per un "scusa non posso" s'incazza.
É stato bello.

giovedì 5 aprile 2018

Nemo, Bruto e Randa

Dopo oltre 10 anni di glorioso servizio, il Mares Nemo appartenuto a mio suocero e che mi ha seguito in quasi tutto il mio percorso subacqueo, a causa di un urto che ha scheggiato il vetro, oggi alla prima immersione a partire da tre metri ha iniziato ad imbarcare acqua. Nonostante la respirazione bocca vetro che lo ha tenuto in vita per il primo quarto d'ora, le condizioni si sono aggravate. Ora è in terapia intensiva con acqua dolce. La prognosi è riservata. Però a Yolanda Reef ho visto 2 squali. (E se non sono uscita dalla mia comfort zone, tra aria finita alla svelta e computer in avaria, mi ci sono avvicinata)

Ma poi..

... mi basta un abbraccio mezzo minuto di pianto a lacrimoni e due paroline di conforto sensate, che tutto prende una luce un po'diversa.

autostima

Talvolta cola a picco. Talvolta di poco altre di tanto.
Ieri sera mi sono addormentata con queste tre cose in mente:
- in clinica mi hanno detto che non posso lavorare perché il mio tedesco é scarso. Io ci aggiungo che il mio lavoro in Italia é stato pari quello di un infermiera veterinaria. Quando si tratta di orientarsi in un anamnesi mi perdo ignorando dove andrebbero a parare certe domande.
- danza che in genere è ciò che mi tira su: vero sta volta mi sono piazzata terza su 4 concorrenti, ma più c'è stato lo spettacolo. Primo pezzo buono, secondo non so dove ho perso un passo e mi sono incasinata,terza coreografia, un disastro, con caduta del bastone dove non sarebbe mai dovuto cadere. Non sentirsi all'altezza dello show Gruppe è un attimo.
- subacquea: a quello già scritto ieri, aggiungiamo che il mio inglese è scarso per essere un DM in un centro di lingua inglese.

Questa vacanza ha preso una brutta piega, da cui non riesco ad uscirne. Mi sento uno schifo, che la famosa maledizione egiziana del cagotto, in confronto non è nulla.
Ieri sera a letto sono crollata d'umore (ed ora non è meglio): il marito dapprima si è avvicinato per consolarmi, poi quando gli ho elencato i motivi per cui non sono buona in nulla, mi ha girato le spalle. Non posso biasimarlo, d'altronde gliel'ho detto io di lasciarmi perdere.
Tutto questo mi fa solo pensare che a 44 anni, mi sono sempre sopravvalutata, e che forse se avessi scelto di fare la cassiera al supermercato, e come hobby la collezione dei bollini Delle banane, non solo avrei avuto un lavoro, ma forse sarei stata più serena.

mercoledì 4 aprile 2018

Il dive master non s'ha da fare (per ora)

Mi ci sono voluti un discorsetto di tutto rispetto, Jackson Reef, lo spuntino tra la prima e la seconda immersione a base di torta appena sfornata, Woodhouse e il pranzo, per accettare la situazione e trovare un piano B che mi soddisfacesse: diventare il miglior Advance open water sul globo terracqueo. Per la verità sono brevettata rescue, ma come tutte le cose, se non ti tieni in esercizio,le perdi, esattamente come la trigonometria, la ruota e il prelievo venoso.
In primis devo ringraziare Jilly di Ocean College: ha anteposto standard, serietà e professionalità al "fare cassa", e di questi tempi a Sharm i diving se la vivono male dopo lo spiacevole episodio aereo del 2015 e potrebbe essere importante se non fondamentale "fare cassa". Ho avuto spesso l'idea in altri centri PADI anche premiati dall'associazione, che ammettessero a corsi di livello sempre più alto gente che non ne aveva i requisiti, pur di:
1- accontentare il cliente
2- fare cassa.

Risultato? Una Laura che si illude di poter diventare DM dopo aver visto un sacco di DM che, insomma, meglio di lei in acqua non sapevano poi tanto starci.

Tutto incominciò ieri, dove per motivi molto discutibili, non mi é stato possibile fare nemmeno un immersione. Ero così nera che ho accettato l'idea di Luca: "iscriviti ora qui per fare il dive master" motivandolo con "così non ti possono tenere fuori dall'acqua". Ecco, detto sì a questa idea impulsivamente, hanno iniziato a risuonare quel miliardo e tre quarti di campanellini che annunciano il "si sta avverando la più grande cazzata della tua vita".
È così é stato.
Oltre ad una valutazione sulla mia capacità subacquea, buona ma non sufficiente per diventare DM, mi è stato ripetuto quello che già mi é stato detto: ci vuole tempo a disposizione e 2 settimane di vacanza con famiglia appresso non bastano.
Inoltre mi é stato spiegato che un DM in corso non ha affatto quelle possibilità e disponibilità che non so come ci siamo immaginati io e Luca: per averle non solo devi essere DM belliche finito, impacchettato ed infiocchettato ma pure essere loro dipende.
Così mi é stato consigliato di stare di più in acqua, eventualmente fare qualche specialità come la ppb di cui parrebbe pure che non ne abbia strettamente bisogno, ma che mi servirebbe per spingermi oltre la mia "comfort zone" subacquea ed avvicinarmi di più agli standard non ufficiali richiesti per quello che non é un brevetto ricreativo, ma il primo professionale, quello con cui potrei trovare un lavoro.

Poi c'è sempre il piano pre-B: master scuba diver, che di fatto comporterebbe prendere altre 2 specialità PADI, che 3 Delle 5 richieste le ho già, insieme al numero minimo di immersioni.

domenica 1 aprile 2018

5 minuti di gloria

Essere sul Mar Rosso per me vuol dire avvicinare le mie 2 passioni: la subacquea e la danza orientale, giusto per chi non l'avesse ancora capito. Solo per questo motivo non avrei desiderio di immergermi in nessun altro mare ad eccezione del Rosso che bagna le coste egiziane. Insomma, non avrai altro mare all'infuori di me. Ieri è stata una giornata pressoché perfetta: dico "pressoché" perché sono una stracciapalle, ma una giornata così capita molto di rado. 4 immersioni, Gordon Reef, Jackson Reef, Fiddle Garden, e Ras Gamila in notturna con la luna piena e una corrente tipo Thistlegorm, ma che spettacolo la luna piena da sotto. Vorrei scrivere "che spettacolo la luna mentre fai la safety stop alla cima", ma vorrei incuriosire chi sott'acqua non ci é mai stato, o con quei subacquei che hanno riserve sul fare una night dive, non parlare solo con chi é cane salato, dentro fuori e tutt'intorno come me. E dopo 4 immersioni che si fa? Sì mangia mezzo buffet del ristorante, si spediscono le figlie alla Minidisco e si accompagna il marito a farsi una Shisha, solo Che.... Meraviglia! Ci sono un suonatore di darbouka (percussioni arabe) e di Ud (liuto tipo mandola ma più grosso). Il ritmo è famigliare, ti prende dentro, di pancia, ballare è un attimo. Lì nell'angolo per non disturbare,come siamo abituati noi europei. Ma si accorgono di me, e il negoziante lì vicino che mi conosce e parla italiano mi dice che mi stanno aspettando. Mi presta una cinturino di quelle che ha in vendita, e mi avvicino ai suonatori. E sono 5 minuti, da diva di gioia pura, di condivisione e complicità con percussionista. Loro felici di avere qualcuno che danzasse, io felice di averlo fatto senza essere inopportuna.
C'è un video che però non  è venuto benissimo: tuttavia un prezioso ricordo.

lunedì 26 marzo 2018

Ritorno a casa

Se state pensando: "oh che bello vieni a fare la Pasqua in Italia! Dai che magari ci vediamo" avete sbagliato di grosso. per me casa é dove c'è acqua con una salinità tra il 3 e il 5% . Per farvela romanticamente più complicata, i cani salati tornano a casa in mare.
Però vuacca che frecc!
Ho sbagliato, ed ho portato umida e shorty per un totale di 4,4 mm anzichè la semistagna da 7 mm e complice il nuvolo e il vento mi sono gelata le chiappe partendo dal di dentro.
Prenderò a nolo una shorty, oppure shopping.

lunedì 12 marzo 2018

"devi essere più sicura dei tuoi passi"

" e per farlo devi solo esercitarti un po' di più".

Questo è quello che mi ha detto il mio insegnante di danza Aladin El Kholy poco più di un mese fa. Non è stato facile iniziare ad avere un dialogo con il mio insegnante, fondamentalmente per un problema di lingua, ma devo ringraziare il Marhaba, perchè è stato il punto di svolta. Una mezz'ora di chiacchiere e racconti su un festival lontano e diverso da quello che facciamo "a casa", ed ho iniziato a parlare e a chiedere al mio insegnante.
Così ho fatto quello che mi ha detto: mi sono esercitata un po' di più, non molto per la verità, e le coreografie hanno iniziato a scorre i dubbi a svanire e l'interpretazione ad uscire fuori, ed ho scoperto che non sono affatto scarsa come pensassi. C'è molto da fare, da lavorare, da pulire, da apprendere, ma quel poco esercizio extra mi ha dato più fiducia in me stessa, smettendola di ritenermi la  "scarpona" del gruppo, capendo che è più importante fare i miei personali errori che seguire gli altri facendo gli errori degli altri perchè ritenuti più bravi. Non è più brava una che ha una tecnica superiore alla mia ma si inventa i pezzi di coreografia, perchè  non ha tempo ( o è tanto brava) da non studiarla. E non ne nemmeno più brava quella che danza nello stesso gruppo da più tempo di me ma non fa altro che dire ad ogni coreografia nuova " è troppo difficile". Ho imparato in pochi mesi una coreografia che le altre conoscono da più di un anno: non è una coreografia facilissima ha un sacco di passi. Non posso più pensare di essere una scarpona. Ho studiato passaggi che mi risultavano difficili da capire in tutte le 4 coreografie presentate, ed ora li so fare. E tutto questo perchè volevo essere all'altezza di una troupe amatoriale ( forse semi-professionale è pretenzioso, ma parlando in termini di standard italiano siamo effettivamente tra un livello avanzato e il professionale) andando oltre quegli spettacoli saggio scolastico che mi hanno sempre lasciato l'amaro del dubbio.
Lo spettacolo è tra 12 giorni.
Avremo parecchie prove in sala.
Sono fiduciosa di potercela fare senza sbagliare sul palco.
E devo creare una coreografia per il contest. Improvvisare forse è un po' troppo, almeno offrire qualcosa di piacevole da vedere. Piazzarmi? Non saprei: poche categorie con livelli troppo differenti tra le partecipanti.

mercoledì 7 marzo 2018

Regali inaspettati e divertenti letture

Ieri mi è arrivato per posta questo:


No non " Io sono il mare" quella è solo la cartolina, ma "Subacquelogia", che tra tutti i Libri di Di Manao, è forse il più "di settore": se non hai visto la gente andare in acqua e non ti sei chiesto " ma che cazzo fa questo qui?!?!?!!?" allora Subacquelogia è un libro incomprensibile per i più,  subacquei compresi. Per farvela facile, se ti immergi solo in posti di affluenza turistica autoctona, come Levanto ad esempio, non vedrai molti esemplari di altre " specie subacquee"  a parte gli italiani, e quei pochi che vedrai non ti aiuteranno a capire.
Se invece sei stanziale ma non autoctono come me, e ti immergi a Sharm li vedi eccome, e fai parte dello "zoo". Il problema è riconoscersi a quale specie appartieni.
Si parla di Ibridi fertili tra le varie specie subacquee ricreative, ma non essendo io figlia di subacquei, mia mamma aveva una paura assurda dell'acqua tanto che odiava mettersi in vasca da bagno, faccio enorme difficoltà a riconoscermi un una specie.
Mi spiego meglio.
All'apparenza sono una  " diver yankii", il passaporto dice che sono una "mandolino Coralli" il mio comportamento in generale mi definisce una " Kaisediver Maximum" e il mio atteggiamento ha forti accenti " Scubatulipan duik". A questo punto per capre di cosa sto parlando non vi rimane da fare altro che andare q.... eh no, purtroppo non ho trovato il link diretto per farvi acquistare l'e-book, ma potente andare qui: www.claudiodimanao.com  e chiedere insistentemente per acquistare la copia e-book, che è ambientalmente più sostenibile del cartaceo e soprattutto ingombra di meno. Segue la spiegazione del perchè sarei questo o quell'altro, che suona un po' di spoiler, ma io ve l'ho detto, poi arrangiatevi.
La femmina di Diver Yankii si distingue per essere variopinta, ed io faccio o non faccio eccezione. Ho le Mares x-stream limited edition bianche e.. ROSA, la semistagna ha le bande fucsia, le umide, lunga e shorty, sono una viola e l'altra lampone e nera, e per non confonderle con quelle di altri (difficile ma non si sa mai) sono marchiate con zampette feline rosa. Le stesse zampette sono anche su calzari (taglia 36, sempre difficile confonderli, ma non si sa mai), guanti e cappuccio che, essendo coordinato con la semistagna, ha anche una banda fucsia. Detto questo apparterrei a questa specie ma la permanente, me la fa il sale (cane salato in-out side e per tre giri tutt'intorno) e non un costoso parrucchiere da cui se ci vado accade una volta l'ano per togliere qualche centimetro troppo logoro.
Il passaporto, dicevo, mi classifica come "mandolino coralli" ma la femmina di questa specie ama ciò che io disprezzo: tanga a filo interdentale e topless. Tecnicamente quindi non produco lo stesso disturbo ambientale in barca che produrrebbe tale abbigliamenti, ma lo compenso esibendomi in baladi, saidi, eskandarani e shaabi, altamente apprezzati, meglio se in bikini.
Come dicevo il passaporto mi definisce come "mandolino coralli" ma per comportamento in acqua ed in barca sono tendenzialmente più simile, fin dalle immersioni con una cifra sola, a quella del Kaiserdiver maximum (se non fosse per i consumi e i baffi) tanto da essermi valso più di una volta sentirmi domandare: "Are you italian? Seriously?".
Ed in ultima analisi ci va quel pizzico di scubatulipan duik che ti fa sempre avere per la testa quel pensiero ronzante di quale impatto ambientale abbiano le tue attività e decisioni.

Così ho chiesto lumi a chi di dovere, ma non potendo essere io un ibrido, come supposto dal sommo Luminare, siamo giunti, io e il Luminare ad una sola conclusione: siamo Cani Salati.

mercoledì 28 febbraio 2018

Se deve essere sia ma con lo chiffon!

Ed ecco a voi l'epilogo alla questione spacco sì, spacco no. Ieri sera avevo lezione e mi sono portata dietro il costume da far vedere all'insegnante e discuterne insieme così ho scoperto svariate cose.
1- si lo spacco è troppo alto per i suoi standard e perciò va modificato
2- la schifezza di chiusura utilizzando i manicotti e 3 pietre è stato arbitrario all'interno del gruppo e non appartiene all'insegnante
3 - si farà con dello chiffon in tinta (che personalmente trovo più elegante)
Ora a prescindere che mi fa peccato comunque chiudere quello spacco, sono contenta della svolta che ha avuto la situazione.
1 - si fa elegantemente, in stile ed uguale per tutte con lo chiffon senza dover sacrificare i manicotti anti ala di pollo.
2 - lo ha deciso l'insegnante e coreografo e non chi che sia del gruppo senza parlarne con chi di dovere
3 - accetto di più la motivazione idealista al posti di un "va fatto" senza spiegazioni.
Ammetto che basandomi sulle mie personali supposizioni su chi sia stata la promotrice della manovra sono pure felice che si becchi una bastonata tra i denti. Se é la stessa persona che é stata oltremodo sgarbata perché ho proposto pubblicamente una soluzione di costume, dicendomi " l'insegnante ha già deciso così no vedo perché devi proporre altre soluzioni inoltre io ho già speso troppo per i costumi" sarà interessante vedere la sua idea clandestina venire bocciata dall'insegnante perché lui ha deciso altrimenti.
Lo so sono una bruttissima persona.

martedì 27 febbraio 2018

Io lo spacco non lo chiudo!


Lasciatemi sfogare, e sperare che possa andare così, ma temo che per uniformità di costume dovrò farlo
E
MI
PIANGE
IL
CUORE!!!!

Non avrei mai scelto il turchese, ma così è perchè non era ancora chiaro che avrei fatto parte dello show Gruppe quando è stato deciso. Però, nonostante il selfie allo specchio e la mancanza di trucco e parrucco sto da dioh.
Fatto è che purtroppo non quando e non so chi, e spero non sia stato il mio insegnante, è stato deciso che quello spacco sale troppo e va chiuso.
Chi l'ha chiuso per prima ha fatto un lavoro di merda secondo me, utilizzando per di più i manicotti che completerebbero il vestito e aiutano le vegliarde come me a contenere l'effetto "ala di pollo". Se chiudessi il mio spacco nello stesso modo, rovinerei la gonna, che verrebbe tirata da parte. Io per chiudere quello spacco devo usare almeno una pezza 10 x 15 cm. E no perdonatemi ma non è consolatorio sentirsi dire " lo puoi sempre togliere", mi suona di presa per il culo, già che ho pagato un vestito fatto su misura per averlo uguale alle altre, metterci una pezza mi rode parecchio.
Preferirei mille volte mettere un pannello fino in fondo in chiffon in tinta, che è più elegante che una pezzetta in lycra con tre pietre sopra.
Mi rode anche il fatto che proprio voi 4 che avete deciso per questo costume, lo avete visot ed approvato COSI' COM' E' sul catalogo: potevate chiedere prima di farlo senza spacchi o con uno spacco più chiuso.
Lo spacco parte 10 cm sotto il cavallo, è in piena coscia, e sotto indosseremo le calze. Ma che cazzo di problemi vi fate " di quelli in prima fila vedono tutto e di più"?!?!?!!? Così come sale, scende, con le calze.
Tra l'altro il costume non l'a mica fatto la sarta di Colonia che fa solo vestiti sexy, ma è stato fatto in Egitto, dove il senso di " coperto ed appropriato" lo conoscono bene. E se non bastasse, su commissione del mio insegnante che è egiziano e musulmano, e non ci farà mai danzare per lui a pancia scoperta, testuali parole sue, quindi che problemi vi state facendo?
E soprattutto avete mai visto i costumi di Soheir Zaki o della Tahia Carioca? Pancia coperta e spacco a tutta gamba, e no la bernarda non si vede.

La mia unica speranza è che Aladin mi dica che non è obbligatorio chiuderlo.

mercoledì 21 febbraio 2018

L'altro lato

Si parla sempre di "altro lato della medaglia" per avere sempre una prospetitva bidimensionale delle cose. Spesso si può considerare una faccenda come bidimensionale, ma la vita non lo è mai. La vita è poliedrica, non c'è sempre una contrapposizione diretta bianco/nero o sì/no ma ci sono i grigi, i forse e tutte le implicazioni varie. Scoperta dell'acqua calda? Sì, ma questo è il mio blog e ci scrivo quello che mi pare.
Ieri ho scritto un post sulle preoccupazioni " da primo mondo" legate all'ultimo fine settimana di Marzo.
Però avrei altre preoccupazioni più importanti a cui pensare e a cui fosse penso troppo poco.
Da qualche tempo, sono ospite in una clinica piuttosto grossa per migliorare il tedesco medico, prendere famigliarità con il programma gestionale della clinica ( figata pazzesca altro che Pongo!) e magari imparare qualcosa che non so come le piccole chirurgie di routine, come le sterilizzazioni, e l'anestesia iniettabile (vista troppo poco in Italia).
Mi sono resaconto che rimanendo in clinica, molte cose come farle e non farle me le ricordo, ma sono consapevole di non saperne altre, e questo significa una cosa sola: impararle.
Ci vuole tempo e dedizione che talvolta non so dove andare a prendere sia l'uno che l'altro.
Non so quanto tempo potrò essere ancora ospite, spero fino alle vacanze di Pasqua e poi spero di ottenere un posto di lavoro, perchè quello è lo scopo dello essere in clinica 3 volte alla settimana contrattempi ( asilo chiuso, neve e mal di pancia) permettendo, e mi chiedo se non sono troppo lenta nell'apprendimento.
Nessuno mi è venuto a chiedere " allora, come va?" per avere un polso della mia situazione. Ma è anche vero che io parlo coi colleghi, anche se non sono le due cariche più importanti in clinica, e in quella clinica a me pare che la gente parla tra di loro e non sparla.
Non ho paura del turno di notte o del fine settimana ogni non so quanto: ho paura del criceto roborowsky, che non so nemmeno come tenerlo in mano, ho paura dell'ecografo che non so riconoscere le sonde, ne tantomeno usarlo, ho paura dell'enucleazione che mi cade addosso di punto in bianco. Ho paura di sparare le cifre che ho visto girare a cui non sono abituata: gatto in visita per caduta dal 4 piano, 300 euro come se niente fosse. Ecco ho paura di sbagliare a fare questi preventivi.
Sinceramente, non sono convinta di avere abbandonato le paure che avevo quando mi è stato proposto di andare in clinica, ma sono cambiate. Ero abituata al " sei da sola e devi fare tutto da sola, inoltre sei anche intellettualmente da sola, perchè il tuo confronto con un collega per un dubbio non è visto come segno di professionalità ma debolezza culturale".
Qui no.
Ci sono infermieri, aiutanti, paramedici, figure di riferimento come la Chefärztin o la Oberärztin, colleghi con cui parlare. Si può lavorare, e crescere professionalmente. E' un bel posto, spero proprio di avere un occasione per lavorarci.

martedì 20 febbraio 2018

23-24-25 Marzo

Sì lo so è un po' presto, ma io c'ho il tarlo che mi tarla, e allora per farlo smettere bisogna stanarlo, punto.
Allora nell'arco di questo fine settimana avrò momenti molto intesi che se gestiti bene mi daranno enormi soddisfazioni personali, tipo che ho fatto qualcosa di davvero impegnativo a cui ci tengo tanto e sono sopravvissuta al resto.

Le date coincidono con quelle dell' Oriental Festival di Bonn organizzato da Aladin il mio insegnante. delle 3 date quella che mi riguarda di più è il 24, perchè ci saranno sia il contest che lo spettacolo serale a cui, quest'anno, prendo parte. Il 23 e il 25 sono giorni di Workshop, ma questo mi riguarda marginalmente. Il 23 è anche giorno di prove generali a partire dalle 21.00 a cui farò precedere un ws per amicizia, e il 25 per me è giorno di viaggio, che significa niente workshop. 
detto così suona tutto semplice, ma se analizziamo nel dettaglio gli orari da 3 giorni si riduce tutto a 48 ore più o meno tirate.
da dove parto? dal punto di arrivo, perchè volente o nolente non posso fare nulla per cambiarlo.

Domenica 25 marzo ore 7.15 o 8.15 (io mi ricordo una cosa il sito dell'aeroporto ne dice un altra, inoltre ci sarebbe di mezzo il cambio dell'ora) Volo per Sharm. Da Düsseldorf. un ora di macchina da casa. quindi vuol dire in piedi alle 3.30 o alle 4.30 per essere in macchina alle 4 o alle 5. Certamente andare a letto vestiti o semi vestiti aiuta. Per Dormire bene bisognerebbe andare a letto alle 20?
Impossibile.
Alle 20 di sabato incomincia lo spettacolo a cui prendo parte, e di cui non ho idea del termine. So che siamo 4 gruppi, il mio, lo Show gruppe presenta 4 pezzi, di cui 2 insieme all'ensamble. L'ensamble sicuramente ne ha altri 3. Quindi 7 pezzi più quelli degli altri 2 gruppi, più eventuali assoli degli insegnanti dei workshop intercalari ed intervallo. 2 ore di spettacolo se va bene. Quindi se va bene attorno alle 22 saluti finali e il pubblico a casa. Vuol dire che Luca e le bimbe per le 23 possono mettersi a letto. 
Io no.
Dopo lo spettacolo ci sarà da mettere a posto le mie cose che avrò seminato in giro tra un cambio e l'altro. Non so nemmeno se ci sarà una cena tutti insieme, cosa che mi porterebbe a stare fuori ancora più a lungo. Comunque devo essere a casa per le 3 o le 4, perchè i costumi sudati devo quantomeno stenderli, non potendoli lavare e non lasciarli in valigia.

La giornata di Sabato però non comincerà per me sul tardi, tipo le 17 o le 18: ma prima.
dalle 10.30 alle 12 c'è un Ws a cui vorrei partecipare perchè l'insegnante è una persona davvero deliziosa oltre ad essere una brava danzatrice. questo vuol dire che devo essere in macchina alle 10. vuol dire che alle 9 devo essere in piedi. E sarebbe già buona cosa se riuscissi davvero ad alzarmi alle 9, ma ne dubito; è sabato: conoscete figli in età scolare che al sabato e alla domenica si alzano tardi?
Poi c'è il contest che inizia alle 16.30. Non sarò la prima a salire sul palco sta volta: Aladin mi ha proposto di portare un assolo di folklore, al posto dell'Oriental. Di fatto a parte avermi incasinato perchè una coreografia non ce l'ho a parte riprendere qui e là quella che ho preparato per il Marhaba, ma senza melaya, mi ha tolto l'imbarazzo id essere il " rompighiaccio" al contest. 
Questo significa che dalle 12 alle 16.30 sarei libera, però....
Ws e contest non sono nella stessa sede: ci sono 15 minuti in auto almeno.
Poi trucco, parrucco, e cambio d'abito.
Quindi conoscendomi al Brückenforum ci dovrò essere per le 15.30 almeno. Già mangiato possibilmente. Per fortuna che posso portarmi qualcosa da casa, anzi sarà da organizzare.
Se ho culo, dalle 12 alle 15 potrò ronfare sul divano che c'è nello spogliatoio di Aladin. E non mi farebbe schifo. 
Tutto questo sempre che non ci siano prove extra alla mattina pre ws in teatro.
Facendo ora il punto della situazione degli orari, penso che anche il resto della famiglia possa prendersela con calma, avrebbe anche il tempo per un pisolo pomeridiano: loro saranno impegnati nel recupero di un auto a noleggio che useremo per lo spostamento casa-aeroporto, e potranno raggiungermi con calma al teatro per le 17, che tanto il contest negli scorsi anni non è mai incominciato puntuale. Poi una volta che hanno visto me ballare, possono, clima permettendo, andare al parchetto lì vicino, cenare e tornare a teatro per le 19.45 giusto in tempo per sedersi e guardare lo spettacolo.
Il venerdì è la giornata in cui tutto deve essere pronto per domenica mattina, perchè tempo per "quella cosa dell'ultimo minuto" non ce ne sarà.
Se tutto va come deve, le nane saranno a scuola la mattina, ed avrò il tempo per controllare e completare le borse entro le 15.00 : 2 borse sub, il vestiario e tutto quanto il resto, condendo il tutto con ansia e nervosismo pre-spettacolo. Poi arriva la prima nana, da preparare per le lezioni di danza, poi si ritira la seconda nana, poi si ritira la prima nana dalle lezioni di danza per le 17.30 ed ho 2 ore prima di essere in studio per l'altro ws che vorrei fare e le prove generali.

Insomma un fine settimana impegnativo. Mi devo ricordare di mettere i tappi per le orecchie in borsa così in aereo dormo un po'.

Pensatemi, già da adesso, che oltre alle 4 coregrafie di gruppo che devono essere perfette, devo metere in piedi l'eskandarani ( e il costume) per il contest.

domenica 18 febbraio 2018

Star wars, ultimo Jedi

Attenzione contiene spoiler diretti o indiretti.

Finalmente ce l'ho fatta e l'ho visto.
Bah, mah, boh.
Continua sulle ripetizioni: il primo maestro che si scontra con l'allievo e muore, l'allievo che si sente perculato dal secondo maestro e si ribella facendolo fuori ( e stavolta non c'è pericolo che ritorni), il secondo maestro che vuole un nuovo adepto che però non ci sente. Il film in se mi pare essere perfettamente ambientabile in un liceo: il ragazzo di famiglia bene, viziato che però decide di frequentare una banda di teppisti, la ragazza cresciuta senza famiglia, arrabattandosi, che però è intelligente e ha le carte in regola per fare qualcosa di buono, il professore che nonostante veda le potenzialità di quest'ultima la osteggia, il preside che fa la ramanzina al professore, il nuovo caposcuola in conflitto col vecchio e poi alla fine si fa valere, e per concludere il panorama adolescenziale, il bimbominkia che trova l'intesa con la piccola fiammiferaia ma poi lei gli dà il 2 di picche, perché lui decide di usare il "protocollo Malaguti" cioè "a cazzo duro contro il muro". Ah c'è anche la bruttina ma intelligente che si innamora, riesce a baciare il suo amato, ma poi finisce male o quasi. Manca il ballo di fine anno per essere un perfetto film liceale.
Per arricchire il panorama depressogeno, c'è anche la ramanzina animalista sia con la liberazione Fathiers, sia con il povero Chubaka che prima s'arrostisce un paio di Porgs un incrocio tra un pinguino ed un criceto, e poi lo fanno desistere guardandolo con occhioni da gatto dagli stivali, (che però non gli riescono bene) ed infine gli colonizzano il Millennium Falcon. e questa manfrina animalista su due fronti diversi, scusate ma mi pare un po' messa per fare "moda". 
Tuttavia però il film si arricchisce di svariate scene comiche: la stessa scena coi Porg di Chubaka è comica, ma la vera protagonista comica è lei BB8, che è la degna erede per comicità ed intraprendenza di R2D2.

Mo attendo il terzo è l'ultimo che spero non riprenda la tematica adolescenziale- liceale con " al college un anno dopo".

Fa però male sapere che Leia, il generale Organa non ci potrà più essere.

giovedì 15 febbraio 2018

Arricchimento culturale e quotidianità

Ieri era san Valentino.
Scrivere un posti sull'amore e gli innamorati il 14 di febbraio è scontato, così lo scrivo il 15 e faccio la figura di quella che arriva in ritardo, ma poco mi importa: dell'amore e di altri fattori umani meno piacevoli se ne dovrebbe parlare tutti i giorni e non uno in particolare.
Settimana scorsa mi sono fermata una mezz'ora dopo la lezione di danza a Chiacchierare con Aladin,il mio insegnante, di danza, contest e coreografie. In quell'occasione ho potuto fare una "gita" (odio usare latinismi ed altri termini dal suono esotico, come "excursus" se non sono sicura del significato, sento e leggo troppo spesso parole usate a cazzo di cane solo perchè fa figo) nella lingua e cultura araba: non si usa dire "ti amo". 
La cosa detta così suona scioccante, lo so, ma è il perchè che è poetico e romantico. Quando vuoi dire ad una donna che la ami, non vai da lei e le butti 3 parole secche come io-ti-amo, e bon finita lì. Assolutamente no! se la ami significa che lei è tutto per te quindi, le dici " tu sei il mio fiore che sboccia," se il mio mattino" se il mio sole che sorge " e così via, inventandosi immagini poetiche e romantiche se se nono sei scema lo capisci. Per dire " ti amo" nel mondo arabo si creano poemi e canzoni il cui " tu sei il vento che soffia sul mio fuoco e le fiamme diventano più alte" ( citazione spannometrica del testo Eddala ala kefak) equivale alle 3 parole riassuntive che conosciamo in svariate lingue. Certo anche gli italiani sanno fare cose simili ce ne sono alcuni che sono diventati capolavori letterari, ma nel quotidiano preferiamo un sintetico " ti amo" "ti voglio bene" con tanto di "io" sotto inteso per fare prima, ad una frase più poetica ed articolata. Insomma frase spiccia pratica e "fredda", contro calore della poesia e del sentimento.
Questa particolarità lessicale e culturale mi ha aperto il cuore. Certo dico ancora io ti amo, ma mi ha anche fatto riflettere sul fatto che "io ti amo" lo diciamo anche coi gesti, tipo appaiare i calzini. Sembra sciocco? no. Appai i calzini, svuoti la lavastoviglie, prendi il krapfen a forma di cuore, o un mazzo di tulipani? Sono gesti che dicono la stessa cosa, solo che alcuni talvolta passano in sordina perchè visti come rituale della quotidianità, e non come gesti d'amore, verso la persona amata, verso se stessi verso la famiglia. Guardati da un angolo diverso, anzichè essere freddi gesti routinari, diventano caldi e colmi di significato. Declassarli come "obbligo, ringraziato solo per buona educazione" ci fa solo pretendere di avere gesti più ecclatanti per sentici amati.

lunedì 12 febbraio 2018

una professione in bilico tra i dubbi

una delle cose che odio di più della professione veterinaria è il dubbio. "E' giusta la mia diagnosi o è sbagliata" "attuo questa procedura o i rischi sono troppo alti?". Insomma sei in bilico sempre tra il giusto e lo sbaglio anche in casi semplici come " gattino mordace e proprietario idiota". Il fatto è imparare a conviverci.
Segnalamento: Manolo gatto maschio castrato 17 anni, non vaccinato da almeno 3 anni, Mangia e beve regolarmente,  sottopeso, dorme e convive con un altro gatto. Salto un sacco di informazioni per arrivare a ciò che mi preoccupa: alla palpazione addominale dorsale rilevo rumore di sciacquettio, dorsale (intestino) vescica palpabile.
Dati importanti: da circa una settimana ha cambiato la dieta, e quando mi ricordo prende integratori omega 3 e 6 e per la flora intestinale.
Soffre inoltre di epistassi traumatica.

quello che penso è che Manolo abbia un blocco uretrale non mi è dato sapere se parziale o totale: da muco, da cristalli, da infiammazione e costrizione non posso dirlo senza radiografia o ecografia. In casa posso fare solo due cose: una spremitura uretrale, che non ci provo nemmeno, o una cistocentesi, che di per sè non sarebbe un operazione complessa, ma:
- Ha 17 anni,
- se dovessi classificarlo per un anestesia sarebbe ASA 3
- I suoi tessuti sono sufficientemente elastici da poter garantire una chiusura adeguata del trauma prodotto dall'ago per la cistocentesi, o mi ritrovo con un gatto con versamento urinario in cavità addominale?

Ora la risposta più semplice è portarlo in clinica per fare gli accertamenti strumentali che mi servono ma è Rosenmontag, la città è blindata o quasi perchè è il giorno più importante (ed incasinato) del carnevale: andare in città vuol dire avere problemi ad arrivarci e a tornare a casa.

In tutto questo penso anche che come per la subacquea, nella veterinaria ciò che fa la distinzione il "buon" veterinario dal "cattivo" veterinario sia solo l'esperienza, e devo farmene una ragione così posso incamminarmi più serenamente nella strada verso il " buon" veterinario.

mercoledì 31 gennaio 2018

c'è che ne ha un pezzo solo, c'è chi fa collezione.

In 24 ore ho collezionato:
  • Quella che prima vuole comprare nuovo abbigliamento per lo spettacolo, poi di fronte ad alternative dapprima economiche ma non proposte da lei ne dell'insegnante,  e poi di fronte al altre alternative da acquistare, ma sempre non proposte da lei, decide che ha già speso troppo in costumi. Sì è quella del post di settimana scorsa.
  • Quella che parla a nome del consiglio dei genitori, di cui io sono la presidente, con gli educatori dell'asilo riguardo una questione che non ha ancora trovato soluzione lasciando intendere che fosse cosa fatta, e obbligandomi a scrivere una mail di chiarimento per tutti: educatori e consiglio dei genitori. Per dovere di cronaca spetta a me la comunicazione di idee e decisioni del consiglio dei genitori al personale scolastico. La stessa tizia ha cambiato numero di telefono senza comunicarlo a nessuno rendendo difficile reperirla: grazie al cielo ha letto la mia mail.
  • Ultima non per importanza ma per tempistica, la responsabile del personale di una clinica che sta a 50 km da qua un ora di auto se va bene, che decide che non sono più il medico che fa per loro quando le spiego che mi sono proposta per una posizione di basso profilo per via della lunga inattività e della lingua. Ma cazzo leggere lettera di accompagnamento e curriculum prima di contattarmi, no? aggiungiamoci la sua perla di saggezza: "si cerchi una clinica dove fare un po' di pratica",  a cui è seguito il mio vaffanculo: "guardi le cliniche vicino a casa mi hanno già detto che non interesso a loro, per questo ho mandato il curriculum a voi che state a 50 km da casa mia"


Non avrò grandi idioti nella mia vita che mettono a dura prova nervi e pazienza, ma riesco a collezionarne abbastanza di piccoli.

venerdì 26 gennaio 2018

Boot Duesseldorf 2018

Se come me siete un po' "Biancaneve" e credete che il Boot sia una fiera solo per la subacquea vi sbagliate di grosso. Al Boot, di Duesseldorf, alla subacquea hanno riservato un padiglione piccolo ed un pezzettino. Tutto il resto barche di ogni tipo, che ho visto di sfuggita e che sinceramente non mi interessano.
Arrivati, ho peso il mio gruppo in 4 e 4  8: 3 uomini subacquei a cazzeggiare sulle barche. Io mi sono diretta e fermata allo stand di sensibilizzazione al problema dell'inquinamento marino ed oceanico della plastica e micro plastica. Quando si pensa alla plastica inquinante si pensa alla bottiglia, al flacone dello shampoo al sacchetto di plastica, ma non si pensa ad un problema più subdolo non visibile all'occhio umano, la microplastica, che produciamo in continuazione anche non volendolo fare. Allo stand sono arrivata "preparata" all'argomento grazie al post di Claudio per Imperial Bulldog e ad altri post correlati che potrete trovare su quel blog. Non voglio stare qui a parlare del problema, ma vi invito ad informarvi: potete scegliere di cambiare qualcosa nella vostra vita oppure no, ma essere consapevoli (anche del fatto che ve la ritrovate nel sale da cucina) , per me è la cosa importante.
Comunque Boot.
Io ci sono andata per compagnia e curiosità, Luca per parlare con la Padi, Marco per cercare una muta stagna, e Cris non lo so. So che ho perso gli uomini in un battibaleno ed io mi sono goduta le cose che piacciono a me. Innanzitutto i libri. Per la verità ho trovato poco come editoria: forse ero nella sezione sbagliata, ma ho acquistato 2 libri per le nane, in tedesco, uno di invito alle immersioni l'altro di invito all'apnea basato sul " come diventare una perfetta sirena" e probabilmente quel corso andrò a farlo io: sapete che figata immergersi con il culo da pesce? Ho anche recuperato un depliant per un futuro libro di sensibilizzazione dei bambini agli squali, demonizzati da registi idioti e sconosciuti ai più: sappiate che in un anno le tanto care mucche ammazzano più persone degli squali. Perciò andare in montagna non è più "sicuro" che fare surf, nuotare, fare apnea o immersioni. Ed anche le Api ne ammazzano di più, quindi anche la scampagnata non è poi tanto più sicura. Dico questo solo per fare un po' di terrorismo naturalistico, ecco.
Saltata la sezione "macchine fotografiche subacquee" che al momento non mi importa, varco il portale tra "pezzettino di padiglione" e "padiglione tutto dedicato alla subacquea", e mi sento a casa.
Salto tutti gli stand turistici, perchè da affezionata Sharm/ocean college non vedo altre alternative, e vado diretta verso Mares e Padi. Mares ha riservato una parte del suo enorme stand (forse il più grosso) a vari diving del mediterraneo, dove guarda caso mi sono fermata a chiacchierare in.... Italiano! ecco al Boot ho passato la giornata a saltare da una lingua all'altra, tra uno stand e l'altro. Mettendo anche in croce le persone.
Miei cari che fate uno stand turistico vendendo peluches, fate in modo che il vostro personale sia informato su quali siano gli animali marini. Non gli serve una laurea in biologia marina, ma se si permettono di dire :"abbiamo tutti gli animali marini" assicuratevi che, se arriva una stronza come me e fa notare  alla povera-crista-che-è-lì, "ma non avete i coralli", la tizia in questione non cada dal pero perchè non sa che i coralli sono animali. Si tratta inoltre di uno stand per subacquei non per casalinghe annoiate: fa parte della cultura minima di base, ecco.
Però ho fatto anche figure de me', scordandomi la precisa ubicazione di Shark Bay, collocandola più a nord di quello che è in realtà, e dimenticandomi che "buona sera" si dice "Masr al kir" e per gli egiziani inizia presto.
Ho fatto delle bellissime esperienze ieri in tutti gli stand in cui mi sono fermata. Ho provato a secco un gav nuovo: forse sono un po' troppo cliente fidelizzata mares (sarebbe il quarto gav) e l'unico motivo per cui cambierei marca è il peso del gav in sè. Allo stand Padi ho incontrato una course director che potrebbe venderti qualsiasi cosa, e che con 2 parole è riuscita a catturare la mia attenzione e stima su una questione per me rimasta in sospeso. Allo stand Dan abbiamo dato il nostro contributo trovando le magliette più belle del mondo, queste:


Perfette per 2 cani salati come noi.

Un grande abbraccio ai ragazzi di Ossidabile dai quali non ho comprato nulla, ma che sono stati carinissimi e che ammetto tra tutta la gioielleria presente, quella più piccola e portabile (per i miei gusti) era quella con la migliore definizione nei dettagli.

Finiti gli stand "famigliari", abbiamo girovagato tra quelli turistici dove ho raccolto informazioni su mete alternative all'Egitto, che " non si può mai sapere". Per la verità il mio criterio di scelta è stato: " vado da quelli che sembrano più ignorati". Così ho scoperto che in Svezia ci sono punti di immersione e che organizzano finesettimana e i bambini sono bene accetti, che l'acqua non è poi tanto più fredda del mediterraneo; in Croazia il campeggio con diving organizza attività acquatiche e subacquee per i bambini; che ci si immerge anche a Maiorca, a Cipro ( stand dove il tizio ha cercato di convincermi a fare il dive master da lui), in Corsica ed anche in un paio di laghi in Austria ed in Baviera.
Per il momento sappiamo dove andare prossimamente, ma magari, se mi assumono in clinica, un finesettimana in Svezia o in Baviera per fare immersioni, potrebbe anche capitare.

mercoledì 24 gennaio 2018

Io i problemi me li creo

C'è chi al mondo i problemi ce li  ha, chi invece come me se li crea.
Ah e già che ci siamo, il lupo cambia il pelo ( o gruppo di danza) ma non il vizio.
Si ok avrei il problemino di dover ripassare il 90% di quello che ho imparato in facoltà ed imparare cose nuove come la medicina d'urgenza la terapia intensiva e l'uso dell'ecografo, ma sono dettagli(oni) che non sono presi in considerazione da questo post.
Perchè il problema, deve essere qualcosa di assolutamente stupido, facilmente risolvibile se non fosse per un piccolo punto: l'orgoglio.
Situazione: terza coreografia da portare sul palco allo spettacolo di fine marzo. Abbiamo già speso 85 euro per un vestito bellissimo, 55 per una galabeya saidi, e giustamente il nostro insegnante non ci vuole far sborsare altri soldi per un terzo costume, perciò stiamo cercando di organizzarci con quello che abbiamo , ma.....
...su 5 ballerine ci sono solo 2 cinture uguali, non ogni due c'è una cintura uguale da abbinare sopra i jeans, proprio solo due!
Così ieri sera nella disperazione/ desolazione più assoluta l'insegnante coreografo nostra guida dei passi e minacciatore di morte quando li sbagliamo, ha abdicato la sua idea del " costume tutto uguale per " ognuna cintura di colore diverso e fascia per capelli abbinata, con jeans e t-shirt bianca". Cintura con monetine.
Io ho dato via l'ultima cintura con monetine a dicembre.
Forse me ne è rimasta una tra i travestimenti delle bimbe.
Rosa confetto. Per fortuna che il colore mi piace.
Però non mi sono arresa, perchè non mi pare che nessuna fosse contenta della decisione presa.
Così mi sono venute in mente un sacco di idee, che si sono tramutate l'una nell'altra in virtù del fattore denaro: spendere il meno possibile, soprattutto confrontato con quello che abbiamo già speso per 2 costumi nuovi.
Alla fine ho elaborato qualcosa, con quello che abbiamo già anche se, in verità io non ce l'ho uguale alle altre ma leggermente diverso per una cifra, se va male di circa 10 euro a testa: un Bra verde scuro luccicosissimo. 4 su 5 hanno decori argento, il mio sarebbe dorato ma potrebbe non notarsi troppo con il coprispalle, i jeans e una cintura uguale per tutte.
Propongo l'idea: Bra, coprispalle, cintura e fascia per i capelli in ciniglia intonata. Per presentare l'idea accrocchio la cintura con un pezzo di ciniglia e un bordo in paillette dorato: sfugge il dettaglio che ho improvvisato con quello che avevo in casa, ma l'idea ad una del gruppo piace. Aladin commenta con una serie di faccine e non capisco se apprezza l'idea o no: preferirei parole chiare. Poi ecco che arriva LEI. Cambiatele nome, ma la troverete sempre: quella a cui non va bene. dapprima dice che non si può fare perchè il reggiseno non le va più bene. Poi in privato mi commenta che quel bra non ha abbastanza presenza scenica e che in verde non si può fare. Un bra da sharki non ha effetto scenico, mentre un top in ciniglia a manica lunga ( che sarebbe da comprare) o una t-shirt bianca, sì?!?!?!?!
Ora sinceramente non ho idea dei dictat dei colori per questo o quell'altro stile nell'orientale, ma a me pare tanto un andare a cercare il pelo nell'uovo giusto per rompere i coglioni. E soprattutto, si fa di necessità virtù: se non ti sta bene la nuova soluzione proponine una migliore, anche come prezzo.

domenica 21 gennaio 2018

domenica

Oggi, sicuro non devo correre, ma se mi fermo un attimo a pensare alle migliaia di cose che ho/avrei da fare potrei ugualmente innervosirmi. Però ho deciso di non pensarci, e fare un elenco a fine giornata di tutto quello che ho fatto, così non mi sembrerà di non aver fatto nulla.
La questione Clinica mi sta prendendo molto. L'ansia sta lasciando il posto ad una sana voglia di rimettersi in gioco, a dispetto delle cattiverie che mi sono state dette. Il fatto è che a me in clinica piace stare. Cara grazie che Internet è una miniera di informazioni! Nel tutto e nel contrario di tutto, si può trovare anche quello che serve davvero, e anche se non recentissimo, ma sufficiente per farsi una base di cose che non hai potuto considerare prima.
Intanto ho trovato una voce autorevole che conferma i miei sospetti sui miei gatti Matusalemme: demenza senile.
A breve andrò alla caccia di materiale ecografico veterinario, e nuove procedure chirurgiche che arrivano dal Regno Unito: sembra che i veterinari della Lillibeth se ne siano inventata una nuova per sterilizzare le gatte, più comoda dell'incisione lungo la linea Alba.
Incrocio le dita, che la clinica in cui sono stata venerdì mi richiami per andare ancora un paio di volte per l'ospitation.
Per il momento mi godo il silenzio in casa, rotto solo dai tasti del pc: anche i matusagatti si sono rasserenati con la panza piena.
E staremo a vedere come gira, perchè questo 2018 mi pare molto una tannura.

sabato 20 gennaio 2018

Oggi è sabato

Pensavo che La questione clinica fosse la maggior fonte di stress, ed infatti lo è e non so nemmeno come andrà a finire, ma come se non bastasse, oggi:

  •  abbiamo le prime prove per lo spettacolo di fine marzo,
  • Luca non c'è e per questo....
  • ....dovrei parcheggiare le bambine da una loro amica ma la mamma non mi risponde a whazzapp
  • il mio cellulare da dopo la clinica è diventato muto e nemmeno le impostazioni di fabbrica hanno salvato la situazione così oggi da sola senza capirci poi molto dovrò cercarmi un nuovo cell dopo circa 6 mesi che ho questo.
Ma veniamo alla danza.
4 coreografie.
2 delle quali insieme all'auftrittgruppe, che parliamoci chiaro, non è stato molto presente ne motivante quando si è trattato di metterle insieme. Coreografie che da un paio di mesi non ripasso/ripassiamo.
una coreografia nuova terminata martedì, in cui ho qualche passaggio oscuro.
una coreografia che ho imparato da sola perchè le altre la conoscono dall'anno scorso. Martedì l'abbiamo provata insieme e Aladin ha detto che non è presentabile sul palco, e non credo che la colpa sia solo mia: sento del disagio per questa coreografia anche da chi la conosce di già, ed allora mi chiedo: perchè quando Aladin ha chiesto loro quale coreografia di quelle imparate l'anno scorso volessero portare di nuovo sul palco hanno scelto proprio questa?
Inoltre, purtroppo per fattori che non dipendono da noi danzatrici, il festival non sta ingranando come si deve, e questo potrebbe comportare l'annullamento dello stesso. Ammetto che questa incertezza mi scazza parecchio: mi toglierei volentieri dalla testa le coreografie da ora se non si facesse, mentre darei loro una nuova giusta collocazione tra i ripassi e le nuove cose veterinarie da imparare se si facesse il festival, senza contare che mi sono iscirtta al contest e non ho ancora studiato la coreografia di Rosadela.

Domani è domenica: mi chiedo cosa mi attende. 

giovedì 18 gennaio 2018

snasamento reciproco

L'ansia da prestazione la puoi sconfiggere o ridurre solo in un modo: cercando di innalzare il livello delle prestazioni che puoi offrire, e nel mio caso significa rimettere il naso sui libri.
Così da martedì, dopo un primo colloquio in clinica che mi ha gettato in uno stato di panico non da poco ( il post di martedì è arrivato dopo numerosi scleri, bagno caldo in vasca, pizza consolatoria, e chiacchiere con vari amici) mi sono ributtata sui libri, appunti e quant'altro in preparazione di domani e delle 5 ore di snasamento reciproco.
Il più grande Grazie va alla mia amica Silvia che facendo parte anche lei della famiglia veterinaria conosce un po' la situazione, e che ha detto 2 cose importanti: una me la tengo per me, l'altra è " se quelli della clinica sono un po' intelligenti sanno da soli che un collega che è rimasto fermo per parecchio tempo ha bisogno di tempo per rimettersi in carreggiata". Questo mi offre una sorta di cuscino, su cui non appisolarmi ma per mettermi un po' più comoda per riprendere il giro. Poi magari bastano ai colleghi solo 5 ore per fare una corretta valutazione della sottoscritta: alla sottoscritta è bastato vedere 4 sale visita, sala d'aspetto un minimo separata per cani e gatti, sala ecografia, sala raggi (ah, digitali) sala pre operatoria, sala operatoria, degenza infettivi, degenza normale, sala tac, sala fisioterapia, farmacia, reception, laboratorio, per farsi venire il capogiro. Una clinica così grossa credo di averla vista solo a Pavia, quanto ero ancora studente, e la tac era appena arrivata in facoltà. Vi lascio immaginare a cosa ero rimasta come idea di " struttura veterinaria grossa". Quindi l'idea " ambulatorio così figo = veterinario di elevata professionalità" era, come dire, automatica. Domani vediamo. Potrebbe essere di tutto, ma sicuramente è un tentativo e nulla di definitivo da cui non ci siano vie di uscita.

martedì 16 gennaio 2018

"chiami domani per fissare le date"

"sa bisogna avere un tedesco fluente per poter interagire col cliente"
"sa è un lavoro molto stressante"
"ci sarebbe anche da fare un turno notturno alla settimana ed un fine settimana al mese"
"Anch'io ho dei figli e sono sempre le piccole malattie che possono mettere in crisi"
"La terapia intensiva è stressante"

Ok Cara collega, saranno anche 5 anni che non lavoro più in clinica, ma sì, conosco il nostro lavoro, o forse tu non conosci il panorama di faine pronte a sgozzarti che è la veterinaria Italiana, dove non ci sono infermiere e personale ausiliario, ma ci sono veterinari di varia esperienza da pagare tutti " un tanto al mucchio" e buttare via come carta igienica, perchè un fazzoletto di carta magari 2 volte lo usi. Ora volgiamo parlare di stress? Che ne dici di una struttura P.S. h24 che aspetta solo che tu faccia un passo falso per metterti alla gogna e bollarti come un veterinario inutile? o un altra struttura in cui l'unico scopo è fare soldi, fino ad arrivare a non pagare i colleghi che hanno curato l'animale del cliente insolvente? 

Sai cosa mi fa paura cara collega? Mi fa paura che tu mi chieda di fare chirurgia, che non ho mai fatto, ma a cui ho sempre assistito. Mi fa paura che tu mi chieda di interpretarti un ecografia in cui cara grazia se so riconoscere le zone ecogene da quelle no, e come è "fatta" la finestra ecografica.
Mi fa paura che oltre alle me mancanze, ci siano tutti quei divari tra la pratica italiana e quella tedesca, ad esempio i farmaci si acquistano in clinica non in farmacia, e questo forse è il più innocuo dei problemi. 

Mi hai proposto tre giorni di conoscenza reciproca. mi chiedo se ti ho dato sufficiente fiducia per ottenerli o se sei alla canna del gas e ti serve una collega.

Io muoio dalla paura di buttarmi in questa nebulosa, e muoio dalla voglia di buttarmici in questa nebulosa. Spero che ci sia del caffè. Poi se ci piaceremo, parleremo di tutte le altre cose, come di tutti gli impegni che ho già preso, dallo spettacolo alle vacanze, e soprattutto dei soldi che non ne abbimao ancora parlato. 

lunedì 15 gennaio 2018

Tanti pensieri ansiogeni in vario formato.

Da qualche parte lo devo pur dire.
A qualcuno, che capisca la situazione, lo devo pur dire. Qualcuno che non sia mio marito che ha le sue idee, che si tiene ben strette, e poi s'incazza se le mie idee non sono le sue e secondo lui ho sbagliato tutto. A qualcuno che non sia una amica che vedrebbe tutto rosa per il bene che mi vuole. O a qualcuno che pur di sentirsi migliore ti butta/tira giù, ma fortunatamente di queste persone non ne ho molte tra i contatti.
Stamattina ho consegnato il mio CV in una cinica a 12 km da casa, dall'altra parte del Reno: mezz'ora in macchina tagliando per la città, 35 minuti prendendo l'autostrada, un ora e 5 minuti con i mezzi pubblici e a piedi. Mi hanno richiamato 3 ore dopo essere stata lì per un colloquio personale. Non c'era scritto "pilota collaudatore di Gundam". Mi sono presentata a carte scoperte: voglio una posizione bassa tipo " medico assistente" perchè è da molto che non lavoro e non sono bravissima con il tedesco "medico". Sono 6 anni che non faccio una visita ad un cane, figurati fare un prelievo o mettere un catetere. Sto cercando di pensare che sono in Germania, in una clinica tedesca, che anche se una torsione gastrica è una torsione gastrica a prescindere dalla lingua, il protocollo è quello delle 5 A: Antibiotico, antipiretico, antidolorifico, acqua (= Sol fisiologica). In vena. Anteriore. Sempre ammesso che qui non sia prassi comune fare gastropessi preventiva, risparmiando un sacco di soldi, di magagne chirurgiche, e notti insonni, nonchè decessi. dicevo che se anche la medicina è la stessa, è il modo di farla che forse, si spera, sia diverso. Spero che la prassi sia " salvare l'animale perchè si viene comunque pagati" non "salvare l'animale in perdita" o " fare il minimo indispensabile pensando a non smenarci". Ci sono tante cose che mi angosciano all'idea di tornare in clinica: dal quello che non sapevo prima e che non saprei tutt'ora, a quello che spero di non aver dimenticato, a quello che ci si aspetta e che non mi sognerei affatto.
E poi ci sono quelle domande a cui non saprei come rispondere tipo: "quanto vorresti guadagnare?" In Italia, dove si sfornano veterinari a badilate e per banali questioni economiche colleghi con ambulatori avviati preferiscono assumere un neolaureato in nero a 400 euro al mese, anzichè un collega in regola a 1200 euro al mese 48 ore settimanali (se va bene), non chiedi quanto vuoi, accetti quello che ti offrono: 5 euro lordi l'ora. Qui in Germania un veterinario anche in una posizione bassa quanto guadagnerà? e come deve lavorare? Come lavoratore autonomo che rilascia fatture per collaborazioni, o assunto come dipendente? Si parla tanto di " Europa qui, Europa là" ma mi è sempre più chiaro che il grido : "E' l'Europa che ce lo chiede" tanto udito in Italia, sia stato soltanto un modo per contarla su alla gente, mentre qualcuno faceva quello che voleva con regolamenti che non hanno un seguito nel resto del continente politico. Inoltre è contemplato un rimborso spese di viaggio? Potrò, se assunta, andare comunque il vacanza a Pasqua o devo chiamare l'agenzia di viaggi e sperare che mi restituiscano tutto l'importo?
Ansia. Tanti pensieri ansiogeni in vario formato.

Però una cosa positiva c'è: ho un colloquio di lavoro come medico veterinario.

martedì 9 gennaio 2018

E' viva!

L'acqua di Lourdes per non credenti, cioè la soluzione di acido citrico, ha fatto il miracolo: la stirella funziona nuovamente e meglio di prima!
Dopo averla lasciata a lavorare tutta la notte, stamattina ho svuotato la caldaia, ovviamente girandola sottosopra. Il colore di ciò che è uscito ve lo lascio immaginare. Soprattutto la "densità" tipo marmellata Santarosa: a pezzettoni. Di calcare. faccio 2 sciacqui, tiro fuori qualche pezzettone e decido di provarla con un po' si acqua distillata: ci ha messo un po' a smettere di fare il flusso continuo, ma poi... Poi solo su richiesta!
Ora le faccio un altro giro di acido citrico solo per ripulirla per benino, e poi di nuovo all'opera! E se mi contatta la De' Longhi Italia, racconterò loro come ho risolto per meno di un euro il mio problema.